02/08/2018 – Tettoie, pensiline, pergolati, pergotende e gazebo sono spesso utilizzate per proteggere e sfruttare gli spazi outdoor. Realizzarle non è sempre facile perchè la normativa non fornisce definizioni chiare. Si creano quindi zone grigie e incertezze sul corretto titolo abilitativo da utilizzare.

In molti casi queste incertezze danno luogo a contestazioni e contenziosi, risolti davanti ai Tribunali ordinari o Amministrativi al termine di procedimenti lunghi e dispendiosi.

Tettoie, pensiline, pergolati, pergotende e gazebo, la normativa

Edilportale ha raccolto in una guida le definizioni del Regolamento edilizio tipo (RET) (Accordo 20 ottobre 2016) e del Glossario unico delle opere realizzabili in regime di edilizia libera (DM 2 marzo 2018).

SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AI TITOLI ABILITATIVI PER TETTOIE, PENSILINE, PERGOLATI, PERGOTENDE E GAZEBO

Dalle definizioni non sempre si desumono in modo certo i titoli abilitativi e le procedure da seguire per l’installazione, la riparazione, la sostituzione e il rinnovamento di tettoie, pensiline, pergolati, pergotende e gazebo.

Per ogni opera, la guida di Edilportale raggruppa anche le principali sentenze che hanno tentato di colmare le lacune della normativa, integrando le definizioni e fornendo spiegazioni pratiche.

Pratiche edilizie in base a dimensioni e utilizzo delle opere

In generale, i titoli abilitativi da utilizzare vengono determinati dall’utilizzo cui i manufatti sono destinati e dalle caratteristiche costruttive. Se le opere sono precarie, cioè amovibili, di modeste dimensioni e destinate ad un uso temporaneo, non sono necessarie autorizzazioni, ma la loro installazione rientra nel regime dell’edilizia libera.

Le strutture fisse richiedono invece il permesso di costruire. Ci sono anche casi intermedi, in cui i regolamenti edilizi dei Comuni in cui devono essere realizzati gli interventi ritengono sufficiente la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) invece del permesso di costruire.

Fatte queste premesse, non è chiaro cosa si intenda per “modeste dimensioni”. La normativa nazionale fornisce dei range di riferimento per orientarsi nella scelta del titolo abilitativo da utilizzare. È quindi necessario consultare sempre i Regolamenti edilizi dei Comuni interessati.

È più chiaro il concetto di precarietà delle opere. Sia la normativa sia la giurisprudenza sono concordi nell’affermare che non va presa in considerazione la struttura, che può essere indifferentemente pesante o leggera, ma il tempo di utilizzo dell’opera.