15/06/2018 – Prima di diffondersi su scala nazionale, la sperimentazione delle “smart road” partirà dalla città di Torino che è già al lavoro per attivare sistemi per la comunicazione veicolo-infrastruttura e per il monitoraggio del traffico.

Ad annunciarlo il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli che ha avviato una partnership tra il Mit e la città di Torino.

Smart road: Torino apripista

A seguito dell’entrata in vigore del DM 28 febbraio 2018, che stabilisce i requisiti funzionali per le strade candidate a trasformarsi in “Smart road” e le condizioni per la sperimentazione dei veicoli a guida autonoma, il Comune di Torino, insieme ad un gruppo di partner industriali e tecnologici, ha progettato l’avvio di un percorso di sperimentazione in alcune aree della città.

In particolare, il Comune, dotato di una rete stradale connessa in fibra ottica, intende effettuare sperimentazioni sulle comunicazione veicolo-infrastruttura: notifica di eventi pericolosi come l’allagamento improvviso di un tratto di strada e segnali di avviso per il passaggio di un utente vulnerabile sulle strisce pedonali.

Inoltre, si punta su sistemi evoluti di monitoraggio del traffico in grado di dare suggerimenti ai veicoli per la velocità consigliata in modo da ottenere il verde semaforico, garantire servizi di parcheggio autonomo, applicazioni per la logistica urbana e per il carico/scarico merci.

Smart road: la collaborazione con il MIT

Il MIT, attraverso l’Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per il veicolo connesso e a guida autonoma, garantirà il coordinamento nazionale tra le diverse iniziative locali presenti e future in ambito smart road e sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica, e contestualmente darà il necessario supporto alle stesse iniziative per risolvere le eventuali criticità che potrebbero sorgere.

Danilo Toninelli, in relazione al progetto ‘Smart Road’ che vede una partnership tra il Mit e la Città di Torino, ha dichiarato: “Sulla smart mobility, e in particolare la guida autonoma, stiamo sperimentando a Torino con il mio ministero quello che poi metteremo in atto su scala nazionale. La nostra capitale dell’auto è la perfetta sintesi tra storia e futuro, con la tradizione che si fa innovazione. Una città laboratorio all’avanguardia in un settore che creerà tanta ricchezza e posti di lavoro su un piano di sostenibilità, di migliore gestione del traffico e di maggiore sicurezza della mobilità”.

“Siamo soddisfatti della collaborazione con il Ministero. La Città di Torino – ha dichiarato la Sindaca Chiara Appendino – intende promuovere le sperimentazioni sulle smart road e sui veicoli a guida autonoma, in modo tale che diventino una leva importante di sviluppo per un territorio che può vantare un know how unico, un’industria automobilistica leader a livello mondiale e un contesto di ricerca di assoluta eccellenza”.

Smart road: cosa sono

Il decreto definisce “smart road” le infrastrutture stradali per le quali è compiuto un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori delle infrastrutture, alla Pubblica Amministrazione e agli utenti della strada. L’obiettivo è la creazione di un ecosistema tecnologico favorevole all’interoperatività tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione.

L’allegato A suddivide le smart road in due categorie: Nella “I” rientrano le strade delle reti TEN-T (Trans European Network – Transport) core e comprehensive e tutta la rete autostradale. Nella “II” rientrano le infrastrutture appartenenti al primo livello dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti), così come indicate dal Piano generale dei trasporti (PGT).

Smart road: la Salerno – Reggio Calabria

Sul fronte delle ‘strade intelligenti’ si colloca anche l’Autostrada del Mediterraneo (la Salerno – Reggio Calabria); l’Anas, infatti, da due anni ha avviato la trasformazione dell’autostrada in una smart road.

Nel 2016 l’Anas ha pubblicato un bando da 20 milioni di euro per investimenti in tecnologie per l’infomobilità e la sicurezza dei 440 chilometri del tracciato. Il progetto prevede la posa della fibra ottica, che permetterà il Wi-Fi “in motion”(per la continuità del segnale ai veicoli in movimento anche a velocità massime consentite), e la realizzazione di isole verdi che funzioneranno anche come aree di ricarica veicoli elettrici, di droni e mezzi per la logistica.

A marzo di quest’anno, l’Anas ha stipulato il primo contratto (che rientra nella prima tranche del progetto “Greenlight”) per l’avvio dei lavori di manutenzione degli impianti in galleria mediante fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti.

L’intero piano “Greenlight” prevede un investimento complessivo di circa 155 milionidi euro e interessa non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali.