03/08/2018 – Le detrazioni fiscali per i lavori sugli edifici e sugli impianti rappresentano una fetta consistente del lavoro dei progettisti.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus, Conto Termico e bonus verde contribuiscono in modo sostanziale alla decisione da parte dei committenti di intraprendere lavori di riqualificazione energetica, ristrutturazione, adeguamento sismico e impiantistico degli edifici e di rinnovare aree verdi e giardini.

Ad esempio, grazie all’ecobonus, le famiglie italiane hanno investito nel 2017 oltre 3,7 miliardi di euro per realizzare circa 420mila interventi di riqualificazione energetica (Fonte: 7° RAEE di ENEA).

Per quel che riguarda il Conto Termico invece, dall’avvio del meccanismo al 1° febbraio 2018, sono stati incentivati circa 71 mila interventi, per un totale di circa 245 milioni di euro (Fonte: GSE).

Ma esattamente quanto del lavoro dei progettisti deriva dalle detrazioni fiscali? Da quale tipologia di committenza? E quali sono i lavori per i quali viene richiesta la consulenza?

E cosa accadrebbe se le detrazioni fiscali fossero ridimensionate, come ipotizzato dal Ministero dello Sviluppo economico nelle scorse settimane?

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