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SUCCESSIONI EREDITARIE

Al momento del decesso di una persona (de cuius), si apre la “successione ereditaria”.

I diritti patrimoniali del defunto vengono trasferiti ad altri soggetti che subentrano in tutte le situazioni giuridiche relative al de cuius, sia per le attività, che per le passività.

In relazione all’oggetto del trasferimento, si distingue :

  1. la successione a titolo universale. In questo caso il successore, che prende il nome di “erede”, subentra nella posizione giuridica patrimoniale del defunto;
  2. la successione a titolo particolare. In questo caso il successore diventa “legatario”, in base alla legge o al disposto testamentario, e succede solamente in uno o più rapporti ben determinati.

L’erede, e non il legatario, subentra quindi in tutti i rapporti patrimoniali trasmissibili, ovvero acquisisce anche gli eventuali debiti, ed è legittimato nei processi e nei procedimenti che aveva instaurato in vita il defunto. Strettamente connessa a tale circostanza è la regola secondo la quale l’eredità deve essere accettata, mentre il legato, migliorando sostanzialmente la posizione giuridica del ricevente, viene acquisito anche senza accettazione, salva facoltà di rinuncia. Il trasferimento dei diritti patrimoniali può avvenire per legge, cioè secondo quanto stabilito dal Codice Civile, o per testamento, cioè secondo quanto stabilito dal deceduto.

Le successioni si distinguono, pertanto, in:

  • successione legittima, si parla di successione legittima quando, mancando un testamento che identifica gli eredi, l’eredità si devolve secondo regole indicate dalla legge sulla base del rapporto di parentela tra il defunto e gli eredi. La successione si definisce “legittima” non solo quando il de cuius non ha redatto testamento ma anche quanto nel testamento non ha compreso il suo intero patrimonio. Nella successione legittima la legge individua cinque categorie di soggetti (c.d. successibili) che possono diventare eredi: il coniuge; i discendenti; gli ascendenti e i collaterali; gli altri parenti e, da ultimo, lo Stato. Nella categoria dei successibili si individuano i c.d. legittimari, ossia il coniuge, i discendenti (figli) ed, in caso di mancanza di figli, agli ascendenti (genitori), e gli eredi legittimi, che verranno alla successione solamente in mancanza dei legittimari: collaterali, altri parenti sino al sesto grado ed, in mancanza di un successibile, lo Stato Italiano, il quale acquista di diritto senza accettazione.
  • successione testamentaria, La successione testamentaria è quella regolata dal testamento, in quanto gli eredi sono individuati dal testatore, il quale può scegliere di destinare i propri beni in modo diverso da quanto stabilito dalla legge, oppure può individuare quale erede un soggetto estraneo all’ambito familiare, o un ente di pubblica utilità. Possono essere destinatarie di un testamento tutte le persone fisiche nate o concepite prima dell’apertura della successione e le persone giuridiche, quali ad esempio, enti di ricerca, di assistenza e di pubblica utilità. Ogni beneficiario deve essere indicato con chiarezza e precisione per essere individuato in modo inequivocabile. E’ infatti nulla ogni disposizione testamentaria a favore di persona incerta o a favore di persona da nominarsi da un terzo.
  • successione necessaria, stabilisce quali quote del patrimonio debbano necessariamente andare a determinati successori, in presenza o meno del testamento.

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