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SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA’ (SCIA)

La SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – è la dichiarazione che consente di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. Infatti, la principale novità normativa introdotta è che i lavori possono essere iniziati immediatamente, quindi il giorno stesso in cui la pratica viene presentata al Comune, senza dover attendere 30 giorni.
La SCIA, nella rinnovata formulazione dell’art. 19 della legge 241/90, produce infatti effetti immediati. Tuttavia, il Comune ha 30 giorni di tempo per compiere le necessarie verifiche e, nel caso in cui riscontrasse qualche irregolarità, può interrompere i lavori. Trascorso questo lasso di tempo però, non può più intervenire se non in caso di danni o pericoli per il patrimonio artistico, per la salute e la sicurezza delle persone.

La materia, oltre ad essere in continua evoluzione, è anche oggetto di disciplina concorrente tra Stato e Regioni, il che la rende sensibile a diverse attuazioni all’atto pratico. In ogni caso, la SCIA si può utilizzare per:

  • gli interventi di manutenzione straordinaria che comportino opere anche sulle strutture;
  • gli interventi di restauro e risanamento conservativo;
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia non comportanti modifiche dell’edificio;
  • demolizioni;
  • cambio d’uso con opere senza variazione di peso urbanistico;
  • varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, che non alterano la sagoma dell’edificio e che non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Nei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali, la SCIA è applicabile e valida solo se accompagnata dal nullaosta dell’ente preposto al vincolo.

A seconda dei casi, la SCIA deve essere presentata utilizzando:
il Modello A se si tratta di inizio, ampliamento, trasferimento, modifiche strutturali dell’attività (sede, aspetti merceologici, locali-impianti, ciclo produttivo, altre variazioni);
il Modello B se si tratta di subingresso o di cambio di ragione sociale senza modifiche strutturali dell’attività, sospensione, ripresa, cessazione dell’attività e modifica dei soggetti titolari dei requisiti professionali;
ai Modelli A e B vanno allegate le Schede aggiuntive 1/2/3/4/5/6 (a seconda delle diverse tipologie di attività).

Occorre compilare modelli SCIA distinti per ogni tipologia di attività economica attivata e/o modificata.

Per opere realizzate in assenza o difformità dalla SCIA presentata, vale la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio dell’incremento del valore venale conseguito all’immobile, per un importo comunque non inferiore a 516 euro. Quando però le opere realizzate in assenza di SCIA consistono in interventi di restauro e di risanamento conservativo, eseguiti su immobili vincolati in base a leggi statali e regionali, nonché alle altre norme urbanistiche vigenti, sarà l’autorità competente a vigilare sull’osservanza del vincolo. Salva l’applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme vigenti, si può ordinare la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile ed il pagamento di una sanzione pecuniaria da 516 euro a 10329,00 euro.    Se il parere non viene reso entro 60 giorni dalla richiesta, il dirigente o il responsabile dell’ufficio provvede autonomamente.                                                                                                                   Se la SCIA è spontaneamente presentata quando l’intervento è in corso di esecuzione, ciò comporta il pagamento, a titolo di sanzione, della somma minima, pari a 516 euro. Inoltre se l’intervento realizzato senza presentazione della SCIA risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della presentazione della domanda si può richiedere ed ottenere il permesso in sanatoria, tramite la procedura di “accertamento di conformità”.

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