Descrizione Progetto

Ristrutturazione facciate e balconi condominiali

“L’esigenza di conservare il monumento tramandatoci dal passato in ogni sua parte ….. ha posto la necessità, ….. di indagare in merito alle cause che ne producano l’invecchiamento e il degrado, ….. allo scopo di migliorare l’azione preventiva da una parte e, dall’altra, di fermare o almeno rallentare l’alterazione e il decadimento”
(dal Trattato di restauro architettonico – L’invecchiamento e il degrado – Donatella Fiorani, p. 297 )

Le cause del distacco di un intonaco possono essere molteplici, suddivise in intrinseche ed estrinseche.

Le cause intrinseche del degrado possono derivare da:

  • Il luogo dove è situato l’immobile
  • I difetti di progettazione
  • I materiali da costruzione e le tecnologie costruttive

Le cause estrinseche del degrado rappresentano tutti quei fattori che intervengono effettivamente dall’esterno ma che esplicano un fenomeno di alterazione legato principalmente a una vulnerabilità costituzionale dell’edificio. Esse si distinguono in cause naturali e cause antropiche.

Le cause naturali vengono suddivise a loro volta in:

  • Ad azione prolungata nel tempo suddivise in:
    • Umidità (Risalita capillare, igroscopia, condensazione dell’umidità atmosferica, infiltrazioni)
    • Fattori meteorologici e climatici
    • Inquinamento naturale
    • Aggressioni biologiche
    • Fattori geologici ad andamento progressivo
  • Ad azione improvvisa suddivise in:
    • Fattori meteorologici
    • Fattori geologici e idrogeologici ad azione improvvisa
    • Incendi
    • Aggressione animale

Le cause naturali vengono suddivise a loro volta in:

  • Ad azione diretta
  • Ad azione indiretta suddivise in:
    • Interventi sull’ambiente
    • Inquinamento
    • Sollecitazioni sismiche artificiali

Uno dei fattori di degrado principale è l’umidità e quindi l’acqua nelle sue diverse forme. La pioggia, picchiando sulla superficie, provoca un’abrasione meccanica che, inizialmente superficiale, penetra sempre più velocemente nella porosità della malta comportandone la distruzione. Inoltre, combinandosi con l’inquinamento atmosferico si trasforma in acqua acida provocando la corrosione del carbonato di calcio di cui è costituito l’intonaco, scatenando delle reazioni chimiche che trasformano il carbonato in solfato di calcio (gesso) con la conseguente disgregazione del manufatto.
Inoltre, durante il periodo invernale, l’acqua ghiacciando all’interno dei pori subisce dei movimenti dimensionali che provocano la disgregazione della malta.

Il condominio in oggetto presentava evidenti problematiche di infiltrazioni che causavano distacchi di intonaco in facciata e soprattutto sui frontalini balconi. Oltre a quanto descritto in precedenza, probabilmente vi era un’evidente problematica nell’impermeabilizzazione delle solette dei balconi e dei terrazzi in quanto era molto accentuato il distacco dell’intonaco in corrispondenza degli spigoli e dei frontalini dei balconi.

Solo durante le operazioni di demolizione ci si è resi conto che tutti i balconi erano privi di guaina e quindi di impermeabilizzazione. Per questo motivo, l’acqua, penetrando nelle strutture, ha raggiunto facilmente i ferri delle armature che, ossidandosi, hanno contribuito in maniera notevole, al degrado dei calcestruzzi.

Era necessario intervenire tempestivamente ed in profondità in quanto, ormai, la carbonatazione aveva raggiunto le strutture metalliche e questo, a lungo andare, avrebbe inciso anche sulla stabilità degli stessi.

LAVORAZIONI SVOLTE

Dato l’elevato stato di degrado e la tipologia particolare delle strutture (parapetti balconi in forati), si è optato per l’utilizzo dei materiali MAPEI. Si è svolto un sopralluogo con i tecnici MAPEI e si è studiato l’intervento nei minimi dettagli per dare, alla committenza, un lavoro che fosse garantito e duraturo nel tempo.

Di seguito l’elenco delle operazioni svolte con descrizione estesa e tipologia dei materiali impiegati.

RIPRISTINO DELL’IMPERMEABILIZZAZIONE E DELLA PAVIMENTAZIONE DEI BALCONI

Formazione di impermeabilizzazione con guaina bituminosa e realizzazione sottofondo

Sulle solette completamente pulite si è realizzato il nuovo strato impermeabilizzante mediante la stesura di doppia guaina bituminosa elastomerica spessore 4 + 4 mm, armata con filo continuo di poliestere con sovrapposizione dei sormonti di 8 ÷ 10 cm in senso longitudinale e di almeno 15 cm alle testate dei teli, compreso le pareti verticali, fino ad un’altezza di cm. 10/15. Sopra di esso e stato poi posato uno strato desolarizzante in PVC e successivamente è stato realizzato il nuovo sottofondo in sabbia e cemento, a ritiro controllato, dello spessore adeguato ai piani esistenti, perfettamente livellato. In fase di realizzazione è stata prestata la massima attenzione nella creazione delle pendenze necessarie per il corretto defluire delle acque meteoriche.

Posizionamento buttafuori

Tutti i balconi necessitavano della sostituzione dei buttafuori.

Dopo aver posizionato la guaina bituminosa sagomata secondo le dimensioni dei nuovi buttafuori ovvero DRAIN FRONT   e realizzato il sottofondo alla giusta quota, si è proceduto al posizionamento dei nuovi elementi di scarico mediante l’utilizzo di ADESILEX PG4 avendo cura di applicarlo sia sulla parete verticale del parapetto sia sul sottofondo.

Raccordi piano orizzontale piano verticale

Si è poi proceduto alla sigillatura dei raccordi tra superfici orizzontali e verticali, nei quali risvolta la guaina bituminosa, mediante l’impiego di MAPEBAND SA, nastro autoadesivo in gomma butilica accoppiato, sulla superficie superiore, a un tessuto non tessuto alcali resistente. Prima del posizionamento della bandella è stata applicato, sulla guaina bituminosa, il PRIMER PER AQUAFLEX. Si è provveduto ad applicare MAPEBAND SA rimuovendo la carta protettiva e avendo cura di premerlo sul supporto senza creare grinze e/o bolle. Le giunzioni tra più nastri sono state sovrapposte di almeno 5 cm.

Impermeabilizzazione sottofondo

Dopo aver provveduto ad impermeabilizzare e sigillare tutte le discontinuità e i punti critici come appena illustrato, sui supporti orizzontali, puliti, asciutti e maturi, si è proceduto alla stesura a spatola di MAPELASTIC TURBO, avendo cura di eseguire uno strato uniforme dello spessore minimo di 1 mm e a prodotto ancora fresco, si è stesa MAPENET 150, rete in fibra di vetro alcali resistente, per aumentare la flessibilità e garantire la capacità di ricoprire fessure fino a 1,5 mm di ampiezza.

I teli adiacenti sono stati sovrapposti di almeno 10 cm, premendoli con spatola piana sul supporto fino a perfetta bagnatura.

Posa delle pavimentazioni dei balconi

Una volta trascorsi 4-5 giorni dalla stesura di MAPELASTIC TURBO, e comunque mai prima della sua completa maturazione, si è provveduto alla posa del rivestimento. Siccome MAPELASTIC TURBO è un prodotto impermeabilizzante elastico, per la posa delle piastrelle si è utilizzato un adesivo di classe C2 secondo EN 12004 e con deformabilità elevata. La scelta è ricaduta su ULTRALITE S1, adesivo cementizio ad alte prestazioni, a scivolamento verticale nullo e tempo aperto allungato.

A completamento dei lavori si è eseguita la stuccatura delle fughe con KERACOLOR FF, malta cementizia ad alte prestazioni, modificata con polimero, da impastare con FUGOLA S TIC, speciale additivo polimerico a base di resine sintetiche che ne migliora le sue caratteristiche finali, raggiungendo resistenze adeguate anche a severe condizioni d’esercizio, ed infine, si è provveduto a sigillare i giunti e i raccordi tra orizzontale e verticale con MAPESIL AC, sigillante siliconico a reticolazione acetica.

RIPRISTINO DEL CLS E DEGLI INTONACI DELLA FACCIATA E DEI BALCONI

Dopo aver rimosso tutte le parti incoerenti ed aver terminato le demolizioni di tutte le parti in distacco, si è provveduto ad un accurato ciclo di idrolavaggio in pressione su tutte le superfici.

Le zone interessate da forte concentrazione di muffe sono state trattate mediante lavaggio in abbinamento all’utilizzo di SILANCOLOR CLEANER PLUS.

I ferri d’armatura affiorati, sono stati accuratamente puliti dalla ruggine e da tutte le sostanze estranee presenti su di essi mediante idonea azione meccanica. La superficie interessata è stata adeguatamente pulita, al fine di eliminare polvere e residui di calcestruzzo non coerenti o non completamente rimossi durante la demolizione, così da predisporre un supporto sano, resistente ed a tessitura irregolare, con asperità di alcuni mm.

Successivamente è stato applicato a pennello in due mani MAPEFER 1K, malta cementizia anticorrosiva monocomponente, avendo cura di applicare la seconda mano dopo circa 2 ore dalla prima e, preferibilmente, entro le 24 ore. Questa procedura viene chiamata passivazione dei ferri di armatura e consente di creare uno strato di protezione dei ferri in modo che quest’ultimi non possano più essere intaccati dagli agenti chimici.

Trascorse 24 ore dall’applicazione di MAPEFER 1K, si è proceduto al ripristino del calcestruzzo detto anche copriferro, così come indicato di seguito. Per una corretta posa, si è provveduto a bagnare la superficie con acqua, facendo in modo che il supporto si presenti saturo e allo stesso tempo la superficie risulti asciutta. Successivamente si è ripristinato lo spessore del calcestruzzo asportato con PLANITOP RASA & RIPARA di classe R2, prodotto certificato secondo la EN 1504-2 (protezione del calcestruzzo) e secondo la EN 1504-3 (ripristino del calcestruzzo). Si è poi passati alla ricostruzione degli intonaci precedentemente rimossi mediante l’utilizzo di INTOMAP R2 intonaco di fondo a base di calce aerea e leganti idraulici.

La procedura corretta è quella di eseguire un primo sprizzo, detto di aggancio, con INTOMAP R2 impastato con acqua e PLANICRETE, additivo in lattice di gomma sintetica che migliora l’adesione e le prestazioni di impasti cementizi, miscelato in rapporto 2:1. Successivamente si è proceduto all’applicazione di INTOMAP R2 impastato con acqua. Terminate le operazioni sopra, ed attesi i tempi di asciugamento dell’intonaco, si è proseguito con la stesura a spatola di PLANITOP 210, applicato in due mani con interposizione di rete MAPENET 150. Attesi i tempi di stagionatura della rasatura, si è passato alla fase finale ovvero alla finitura colorata mediante applicazione di SILANCOLOR TONACHINO PLUS, rivestimento silossanico igienizzante, idrorepellente, traspirante, resistente ad alghe e muffe, previa applicazione di SILANCOLOR PRIMER PLUS.

RIPRISTINO DELLA ZOCCOLATURA A PIAN TERRENO

Le porzioni di intonaco del piano terra sono soggette a risalita capillare dell’umidita. Per cercare limitare tali problematiche, si è proceduto alla demolizione dell’intonaco ammalorato spingendosi almeno 50 cm al di sopra della linea massima di risalita (nello specifico circa 1 metro da terra). Dopo aver pulito accuratamente il supporto, si è provveduto realizzare il nuovo intonaco deumidificante mediante l’utilizzo di POROMAP DEUMIDIFICANTE. Attesi i tempi di maturazione dell’intonaco, per consentire la massima traspirabilità, si è applicato direttamente sulla superficie SILANCOLOR TONACHINO PLUS previa applicazione di SILANCOLOR PRIMER PLUS.

FINITURA COLORATA PLAFONI BALCONI e GRONDA IN CLS FACCIA A VISTA

Per quanto concerne la finitura colorata del CLS faccia a vista di gronda e plafoni dei balconi, si è utilizzato COLORITE BETON applicato in due mani previa applicazione di MALECH. Questa fase è stata realizzata a distanza di qualche mese dall’intervento per consentire alle solette dei balconi di asciugare completamente.

CONCLUSIONI

L’intervento era volto al recupero del patrimonio edilizio. La cura dei dettagli, la scelta dei materiali e delle maestranze, che si sono resi all’altezza dell’intervento, hanno sicuramente influito sul risultato finale. Esteticamente l’immobile risulta completamente rinnovato, i colori scelti sono conformi all’abaco allegato al regolamento comunale e risultano in piena armonia con il contesto edilizio di cui il fabbricato è parte integrante. L’intervento è risolutivo, garantito sia dalla prestazione certificata dei materiali impiegati sia dalla corretta posa degli stessi. Da oggi bisognerà semplicemente eseguire la manutenzione ordinaria delle facciate e dei balconi in modo da garantire negli anni il risultato ottenuto.

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano l’impresa di costruzioni Edilizia Bonifica Ambiente e tutti gli artigiani che hanno collaborato per realizzare l’intervento. Un ringraziamento particolare va tutti i condomini, che hanno creduto in noi. Infine, si ringrazia lo studio di amministrazione condominiale MB amministrazioni, con il quale vantiamo anni di collaborazione in materia di manutenzioni e consulenze tecniche condominiali.