05/06/2018 – La circolare applicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni – NTC 2018 potrebbe vedere la luce entro luglio. Lo ha annunciato dalla sua pagina Facebook Edoardo Cosenza, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e docente di tecnica delle costruzioni presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II.

Lo scorso 25 maggio sono stati presentati in assemblea al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sei capitoli delle istruzioni applicative.

Per il Consiglio Nazionale dei Geologi resta però un nodo da sciogliere: la mancata valorizzazione della figura del geologo. Sull’argomento è stato presentato ricorso al Tar Lazio.

NTC 2018, in arrivo la circolare applicativa

Le NTC 2018 sono entrate in vigore il 22 marzo scorso e sono state applicabili da subito, anche in mancanza della circolare applicativa. In base alla nuova normativa, l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti dovrà rispettare requisiti meno stringenti rispetto a quelli che saranno applicati alle nuove costruzioni.

Le nuove NTC operano inoltre una netta separazione tra le opere pubbliche e quelle private prevedendo un periodo transitorio per il pieno passaggio alle nuove regole. Le NTC 2008 potranno essere utilizzate ancora solo per le opere pubbliche o di pubblica utilità in corso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima del 22 marzo 2018 a condizione che i lavori siano consegnati entro cinque anni dall’entrata in vigore delle NTC 2018, quindi entro il 22 marzo 2023. Per quanto riguarda le opere private, è possibile continuare ad utilizzare le NTC 2008 fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi nel caso di opere strutturali in corso di esecuzione, o per le quali sia stato già depositato il progetto esecutivo presso i competenti Uffici, prima del 22 marzo 2018.

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Per completare il quadro delle nuove norme, lo scorso 25 maggio sono stati presentati al CSLP i capitoli 2, 3, 4, 6, 9 e 10 della circolare applicativa. Tra gli argomenti trattati ci sono i principi fondamentali per la progettazione strutturale, alla base delle disposizioni applicative trattate nei capitoli successivi. Il metodo di riferimento per la verifica della sicurezza è quello semiprobabilistico agli Stati Limite, basato sull’impiego dei coefficienti parziali; è stato definitivamente eliminato ogni riferimento al metodo alle tensioni ammissibili.

La circolare valorizza le parti non strutturali spiegando che “i componenti, sistemi e prodotti, edili od impiantistici, non facenti parte del complesso strutturale, ma che svolgono funzione statica autonoma nei casi in cui il loro eventuale cedimento sia causa di conseguenze non trascurabili per la sicurezza, debbano essere progettati ed installati nel rispetto dei livelli di sicurezza e delle prestazioni previste per gli elementi a carattere propriamente strutturale.”

La circolare entra anche nel merito della vita nominale dell’opera, cioè “il numero di anni nel quale l’opera, purché ispezionata e manutenuta come previsto in progetto, manterrà i livelli prestazionali e svolgerà le funzioni per le quali è stata progettata” e delle azioni sulle costruzioni da parte di agenti naturali, come neve o vento, o di elementi eccezionali, ad esempio esplosioni o terremoti.

NTC 2018, il ricorso dei geologi

Fin dalle prime fasi di predisposizione e approvazione del testo, i geologi hanno evidenziato le criticitàdelle NTC 2018. Lo scorso febbraio, dopo l’invio del testo alla Commissione Europea, il presidente del CNG, Francesco Peduto, ha sottolineato una articolazione delle NTC anomala ed errata, che potrebbe diventare fonte di sperpero di risorse, e l’esclusione di ogni riferimento agli aspetti sismici nella relazione geologica.

Venerdì 1° giugno il Consiglio Nazionale dei Geologi ha comunicato il via ufficiale, con una circolare, che il 20 aprile è stato presentato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per la cancellazione delle norme che non valorizzano la figura del geologo.

Per il CNG nelle NTC 2018 c’è “carente considerazione o, comunque, inadeguato riconoscimento della figura del geologo quale progettista specialista e delle sue specifiche competenze professionali”.

Analogamente, il CNG sottolinea che non viene riconosciuta la giusta importanza all’esigenza “di eseguire accurati studi ed indagini geologiche, da trasfondere nella modellazione geologica, geotecnica e sismica, quali ineludibili elaborati di ogni livello di progettazione per le commesse pubbliche ma anche per i lavori privati”.

I Geologi sostengono infine che le NTC 2018 violano la normativa che impone l’utilizzo dei metodi e dei procedimenti della geotecnica per i calcoli di stabilità del complesso terreno-opera di fondazione nella misura in cui prevedono l’utilizzo di relazioni, di correlazioni, di metodologie di natura empirica o di altri sistemi similari, non meglio specificati, per le verifiche di sicurezza e stabilità aventi rilevanza geotecnica, anche ai fini sismici.

NTC 2018, il ricorso del Comitato diagnostica e sicurezza

Anche il Comitato per la diagnostica e la sicurezza delle costruzioni e dei beni culturali (CODIS) ha presentato ricorso contro le NTC 2018 evidenziando delle criticità nell’ambito dei controlli sulle costruzioni. Come spiegato in un comunicato, le NTC “restringono il campionamento ai soli Laboratori prove e materiali (nati nel 1971 quali laboratori prova sui materiali edili che verificano la correttezza degli standard prestazionali dei materiali inseriti nel processo costruttivo e quindi, nulla c’entrano con i controlli per diagnosticare lo stato di salute dell’edilizia storica e monumentale), impedendo ai professionisti incaricati (anche se riuniti in forma d’impresa) di prelevare campioni dalle strutture già esistenti”.

Secondo il CODIS, “il campionamento dei materiali da costruzione non è più di competenza dei professionisti, esperti in diagnostica del costruito e dei beni culturali, incaricati per le analisi di un edificio o di una struttura, ma diventa un ‘affare’ per sperimentatori di laboratorio che potrebbero non avere (perché non richiesto) un titolo professionale (ingegnere, architetto o geometra)”.

“Un qualunque cittadino o lavoratore – si legge nel comunicato – per il semplice fatto di essere dipendente di un Laboratorio, potrà effettuare i campionamenti sulle strutture esistenti, mentre un ingegnere o un architetto non potranno più effettuare un prelievo da una struttura per eseguire, sotto propria competenza e responsabilità, delle opportune indagini sulla sicurezza sismica di un edificio”.

Ma non solo, perché secondo il CODIS, 100 laboratori sono troppo pochi per effettuare i controlli su tutto il territorio nazionale e si rischierebbe un blocco.

Sulla base di questi motivi, 40 tra le imprese aderenti al Comitato hanno presentato ricorso al Tar ottenendo anche il sostegno di associazioni di categoria quali Inarsind, Federarchitetti e Assorestauro.