11/06/2018 – Città radiali, disegnate secondo rigide geometrie o a scacchiera: l’urbanistica riserva degli spettacoli alquanto scenografici, se visti dall’alto.

Ecco 10 scenari urbani a ‘volo d’uccello’ da Brasilia a Grammichele passando per Barcellona. Le riconoscete tutte?


Brasilia

Il disegno del piano urbanistico di Brasília, capitale del Brasile, fu sviluppato da Lúcio Costa e Oscar Niemeyer nel 1956.

Parigi

Inconfondibile Parigi con i suoi arrondissement a spirale e i suoi parchi, la capitale francese fu ridisegnata a tavolino tra il 1853 e il 1870 per cancellare le viuzze di stampo medievale.

Barcellona

Ecco come appare il capoluogo della Catalogna dall’alto con il suo schema ippodameo.

Heerhugowaard, Paesi Bassi

Una regione ricchissima di laghi, quella dove sorgono cittadine come questa, a soli 3 metri sopra il livello del mare.

Brøndby Haveby, Danimarca

La curiosa architettura “a ruote” di questo comune della periferia occidentale di Copenaghen.

Palmanova

Non può mancare la Città fortezza pianificata dai veneziani nel 1593: è chiamata la “città stellata” per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte.

Plaza Del Ejecutivo, Città del Messico

Ottagonale il cuore di Città del Messico, una delle più grandi città del mondo, esempio perfetto dell’urbanizzazione che ha caratterizzato il ventesimo secolo.

Grammichele

Un altro esempio di città radiale in Italia si trova in Sicilia, in provincia di Catania e si chiama Grammichele.

Fu realizzata ex-novo dopo il terremoto del 1693 nel Val di Noto e presenta una struttura rigidamente esagonale.

El Salvador

El Salvador, in Cile, città mineraria la cui pianta è basata sulla forma atipica dell’elmo romano.

La Plata

Di stampo razionalista e di forte impatto visivo anche La Plata, in Argentina. Dall’alto la città appare mostra il suo reticolato ordinato di vie e piazze, parchi e palazzi. Lo scheletro cittadino è costituito da due grandi vie tra loro perpendicolari ed una serie di vie diagonali, il cui fulcro è la piazza più importante, Plaza Moreno.

“La città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.”

(Italo Calvino, Le città invisibili, 1972)